Megabox Ond. Del Savio Vallefoglia set eccellenti a Macerata

Mafrici: “Più ordine, maggior controllo. È la strada giusta”

Cbf Balducci Macerata: Cosi, Fiori, Abbott, Napodano, Lipska, Aleksandra, Ricci, Quarchioni, Okenwa, Molinari, Milanova, Fiesoli, Malik, Poli. All.: Paniconi.

Megabox Ondulati Del Savio Vallefoglia: Carraro, Piani, Lutz, Berti, Mancini, Martinelli, Sirressi, Košeleva, D’Odorico, Papa, Barbero. All.: Mafrici.

Parziali set: 21 – 25, 20 – 25, 25 – 15, 13 – 13.

Macerata, 28 set. – A distanza di quattro giorni dall’allenamento congiunto a Montecchio, la Megabox Ondulati Del Savio Vallefoglia e la Cbf Balducci Macerata si sono ritrovate al Fontescodella: ancora quattro set molto tirati, due ore piene di allenamento, diversi passi in avanti per le Tigri e la scelta degli allenatori di chiudere senza vincitori né finti. Del resto, il senso del doppio confronto era proprio questo: non guardare al punteggio, ma capire se al lavoro in palestra corrisponde una crescita dei singoli e del collettivo. Rispetto a sabato scorso, la Megabox ha ritrovato Sirressi e guadagnato ancora di più in fase di ricezione e di difesa.

Buone notizie dunque per Mafrici, che sta disegnando un graduale percorso di avvicinamento al campionato, che si completerà solo quando avrà la squadra al completo. “Il test a Macerata è stato importante, proprio come quello di sabato scorso a Vallefoglia – spiega l’allenatore -. Ho visto maggiore ordine nelle varie situazioni di attacco e questo è un buon segnale. Stiamo sperimentando tanto e la risposta della squadra mi è piaciuta: gli errori fanno parte del gioco, ma quel che conta e conterà, in questa fase che precede il campionato, sarà anche la capacità di osare, di prendersi qualche rischio, perché tutto questo ci servirà più avanti”.

Per Luca Paniconi, “il bilancio è abbastanza positivo”. “Siamo arrivati con un po’ di sovraccarico, probabilmente fisico, perché abbiamo lavorato sulla potenza – osserva il coach -. Ho visto cose buone e altre che ancora non funzionano, ma sono dettagli sui quali ancora non abbiamo lavorato e che quindi è normale che possano essere ancora leggermente precari”

M. Novella Ferri

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