Sì del Consiglio alla benemerenza al dottor Gnudi, al nuovo Regolamento per la tutela e il decoro del patrimonio culturale e all’odg per una legge sul fine vita

Sono stati tre i temi principali affrontati oggi dal Consiglio comunale: la benemerenza al dottor Gnudi “sempre dalla parte della scienza e del vaccino” proposta con l’ordine del giorno a firma del sindaco Ricci; il nuovo Regolamento per la tutela e il decoro del centro storico, seguito a un “lavoro condiviso e monumentale”; l’approvazione tempestiva di una legge sul fine vita, richiesta da tutta l’aula, all’unanimità. Approvate anche le tre delibere – a tema urbanistica – presentata dall’assessora Della Dora.

PROPOSTE DI DELIBERAZIONE

Il consiglio comunale si è aperto con la discussione delle delibere. La prima – approvata all’unanimità – è stata quella presentata dall’assessora alla Rapidità con delega all’Urbanistica Mila Della Dora, sull’“Individuazione, nell’ambito delle zone di recupero, dei perimetri denominati Pdr 0.500-0.521-0.523-0.524, da assoggettare alla formazione di Piani di recupero”. «La delibera di Consiglio comunale 89 del 2019, aveva approvato sei perimetrazioni all’interno delle quali il rilascio del permesso di costruire era subordinato alla redazione di un Piano di Recupero». Nel corso di validità della perimetrazione sopra citata (3 anni) è stato approvato solo il Piano “0.522 Via Mazza”. La delibera, «rinnova oggi la perimetrazione di alcuni degli ambiti già individuati nel 2019, per i quali è pervenuta una specifica manifestazione d’interesse dei soggetti aventi titolo». Nel dettaglio, si tratta dei seguenti Piani di recupero: 0.500 “ex cinema Duse”; 0.523 “Villa Donati”; 0.521 “Palazzo Cecchi”; 0.524 “Oratorio della Misericordia”. «Il Piano di recupero – precisa Della Dora – garantisce la possibilità di intervenire in maniera unitaria su immobili e complessi edilizi che si trovano in uno stato di degrado. L’obiettivo è riqualificarli e prevederne un ri-utilizzo funzionale che tiene conto della loro localizzazione all’interno del tessuto storico della città».

Castellani: «Delibera tecnica di proroga, necessaria perché i tempi si sono prolungati a causa di una crisi edilizia esistente, aggravata dal Covid».

Approvata (1 astenuto), l’“Adozione definitiva di variante al Prg per l’ampliamento dell’immobile commerciale ‘Conad Celletta’ di via del Novecento”. Secondo passaggio del documento, «Già accolto con delibera di Consiglio comunale 15/2022 – ha detto Della Dora –. La variante riguarda la possibilità di ampliare l’edificio esistente per localizzare un magazzino/deposito in adiacenza al manufatto esistente». L’ampliamento consentito prevede una superficie massima realizzabile di 420 mq di Sn (superficie netta, che andrà ad aggiungersi agli attuali 2945 mq) da svilupparsi su due piani fuori terra per un’altezza massima di 10,50 m. «Durante il periodo di pubblicazione della delibera non sono pervenute osservazioni; non ci sono quindi modifiche alla variante già votata».

Penultimo passaggio in Consiglio anche per la terza delibera presentate dall’assessora con delega all’Urbanistica Mila Della Dora su “Controdeduzione alle osservazioni e adozione definitiva di variante sostanziale al Prg relativa ad un’area produttiva a Villa Fastiggi”, votata all’unanimità dall’aula. «L’area in oggetto si trova nell’area compresa tra via Venturati e Cangiotti, è costituita principalmente da capannoni a destinazione artigianale/produttiva ed è inserita in un contesto prevalentemente residenziale. La variante è stata adottata con delibera 7 del 2022; prevede la soppressione dell’intervento unitario a Piano attuativo». Poiché sono state riscontrate difficoltà di trasformazioni urbanistico-edilizie, è stata introdotta una previsione attuabile con interventi unitari minimi estesi ad almeno una particella catastale, con una flessibilizzazione delle destinazioni d’uso ammesse – residenza/terziario/servizi – nel rispetto delle quantità edificatorie previste dal Prg vigente». Durante il periodo di pubblicazione della delibera è pervenuta un’osservazione strutturata in più punti: «In parte è stata respinta, perché le richieste non erano in linea con gli obiettivi della variante; in parte è stata ritenuta non pertinente, perché quanto richiesto era già ammesso dalla variante». L’adozione definitiva non apporta modifiche rispetto a quanto già approvato dal Consiglio comunale «e che

prevedeva anche l’emendamento proposto da Redaelli sottoscritto da Castellani» che garantiva una percentuale di spazi dedicati al verde.

Redaelli: «Sottolineo il tentativo di miglioramento a tutela del verde. A volte, per perseguire gli intenti di flessibilizzazione, si perdono delle parti. Fissando la quota del 10% di verde evitiamo tale rischio»

Voto unanime per il “Regolamento per la tutela e il decoro del patrimonio culturale del centro storico di Pesaro” approvato oggi dal Consiglio, «dopo 7 lunghi mesi di lavoro – ha precisato Francesca Frenquellucci, assessora con delega alle Attività economiche – per il quale ringrazio, in particolare, la commissione consiliare, le associazioni di categoria, gli uffici comunali, il Quartiere 1 e la Polizia locale, che hanno contribuito a mostrare lo stato di fatto dell’area e le criticità su cui intervenire in maniera urgente».

Il nuovo regolamento prevede che, nel cardo e nel decumano, sia vietato «l’insediamento di nuove attività indicate dal codice Ateco 56.10.20 (“senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto”) di qualsiasi tipo», una dicitura che comporta che i nuovi locali abbiano tutti il servizio di toelette (non obbligatoria per i locali da asporto). Vietate anche altre attività (come sexy shop, lavanderie, slot machine, etc) nella stessa area. Le novità introdotte nel documento si inseriscono «in una strategia di sviluppo e valorizzazione del centro che punta ad attirare i visitatori e, di pari passo, valorizzare le vie secondarie del centro che ospitano locali e botteghe di grande valore». È un documento che pensa anche «alla tutela dell’ambiente e della salute cittadina. Lo fa anche con gli articoli 2 e 3 (dove si limitano le tipologie di attività economiche che possono insistere nel cardo e nel decumano), fortemente dibattuti. Ma anche con il 7, in cui affrontiamo il tema della pulizia e dell’ordine delle attività sfitte, e di quelle attive) a cui cerchiamo di dare supporto anche nelle vie secondarie del centro. Alla lettera B dello stesso articolo incentiviamo infatti le imprese di under30, donne inoccupate, startup, con dei bandi nel quale il Comune si pone come intermediario per tutelare e sospingere queste nuove energie». Il Regolamento, inserisce inoltre: l’omologazione della segnaletica delle strutture ricettive dell’area; il divieto di vendita di alcolici nei distributori automatici; l’obbligo della tutela dei manufatti esistenti per chi organizza eventi; saranno tenuti anche a prevedere appositi contenitori per la raccolta differenziata e a garantire la pulizia dell’area a manifestazione conclusa. Previsti inoltre, «Ulteriori oneri per i proprietari di animali», che dovranno evitare che le deiezioni danneggino le aree». C’è poi il tema dell’accessibilità, «valorizzato dal contributo del presidente Perugini, che ha collaborato al testo introducendo l’urgenza di prevedere un arredo adeguato e l’accesso alle manifestazioni».

Il presidente del Consiglio comunale Perugini, con delega alla redazione del Peba, che ha presentato gli emendamenti in commissione (recepiti dalla giunta), ha aggiunto che, «Nell’articolo 7 si indica di prevedere pedane, sedie e tavoli adatti alla consumazione di cibi e bevande alle persone con disabilità. Poche parole che sembrano scontate ma, lo ricordo, il decoro passa anche per piccoli segni e per scelte che fanno la differenza. Le indicazioni inserite sono frutto di un’esperienza diretta, che ho vissuto a un tavolo di un bar insieme a Giorgia Righi, una grande testimoniale dell’accessibilità, costretta a sedersi a grande distanza da me». C’è poi il tema delle manifestazioni, che potranno crescere e valorizzare la vocazione turistica della città abbattendo le barriere sia all’interno delle manifestazioni temporanee, sia al di fuori dell’area interessata dall’evento».

Per Stefano Lugli, consigliere e presidente di Commissione, «Il Regolamento prepara la strada a futuri miglioramenti, anche estetici, della città a partire dal suo “Salotto buono” il centro storico». «È uno strumento nuovo che colma diverse lacune e un potente rimedio contro il degrado. Abbiamo riunito la commissione tre volte per dissipare ogni dubbio, raccogliere ogni richiesta e analizzarla. Così come abbiamo ascoltato i cittadini. È stato un lavoro monumentale che si propone anche come strumento di salvaguardia e promozione degli esercizi artigianali e commerciali».

Andreolli: «Buon regolamento che porta buone innovazioni»., «Apprezzati e condivisi» gli emendamenti, «in particolare quelli del presidente Perugini». «È un documento che condivido al 90% – aggiunge -. Il 10% su cui avverto perplessità riguarda le esclusioni fatte per l’apertura di attività nel cardo e nel decumano. La città è stata divisa in due macro zone (ambito 1: cardo e decumano; ambito 2: tutto il resto del centro, ndr). Una semplificazione che andrebbe ridotta perché rende omogenee zone diverse nella stessa via. È una divisione che potrebbe frenare (o spostare altrove) gli investimenti, in particolare legati ad attività legate al food».

Mattioli: «Portiamo a compimento un lavoro lunghissimo, fatto con alto senso di responsabilità, per dare massimo decoro al centro storico, vetrina importante della città».

Mattioli: «Esempio calzante di come l’istituto delle commissioni possa essere efficace nel lavoro del Consiglio comunale. Il lungo confronto – per il quale ringrazio il presidente Lugli – è riuscito a evidenziare incomprensioni e difficoltà e a migliorare la condivisione del testo». Il tema rifiuti «anche se non inserito esaustivamente in questo Regolamento, viene comunque stimolato. Ed è importante, perché il decoro passa per la pulizia della città».

Redaelli: «Sono stati sette mesi spesi bene. il Regolamento era partito male, è stato oggetto di contestazioni fatte anche dalla stessa maggioranza. Insieme ai colleghi abbiamo scelto di lavorare all’interno della commessione, iniziando da una serie di domande tecniche a cui abbiamo sempre avuto risposte precise. Domande che ci hanno permesso di risolvere alcune ambiguità presenti nel testo». Il consigliere ha aggiunto che «sarà utile fare un monitoraggio periodico per verificare che la situazione stia davvero migliorando».

Alla delibera, il consigliere Andreolli, ha presentato tre emendamenti (tutti respinti con 9 voti favorevoli e 17 contrari). Con il primo e il secondo ha chiesto di escludere alcune aree dall’ambito 1 (cardo e decumano), in particolare piazza Lazzarini: «Area che ha strutturato nel tempo una vocazione legata al food che l’ha fatta diventare luogo più attrattivo, vitale e sicuro». Con il secondo, di modificare l’area indicata dall’ambito 1, variando il testo come segue: “Dall’intersezione di Via S. Francesco con Piazzale Matteotti all’intersezione di Corso XI Settembre con Via Petrucci (decumano)”, riducendo l’area compresa nel “decumano”. Nell’ulteriore emendamento (il terzo), Andreolli ha indicato di inserire la frase “sentita la commissione competente per le disposizioni di cui al punto 1”, «per cercare di far sì che il Regolamento diventi ancora migliore rispetto allo stato attuale, che è una buona base di partenza».

L’assise ha poi votato, approvandolo con 17 voti favorevoli e 1 contrario (8 consiglieri di minoranza sono usciti dall’aula al momento del voto), l’ordine del giorno presentato dal sindaco Matteo Ricci sul “Conferimento della benemerenza per elevati meriti al dottor Umberto Gnudi e al personale sanitario in prima linea nell’emergenza Covid”. “L’Amministrazione comunale e la Città – si legge nel documento – sono grati al dr. Umberto Gnudi e a tutti coloro che negli ultimi due anni sono stati in prima linea a combattere la devastante pandemia che ci ha colpito”. In particolare, “la gratitudine al dr. Gnudi si estende perché, mettendo in gioco in primis la sua persona, ha fatto capire a tutti quali sono i rischi per i novax e per il Sistema sanitario nazionale, collocandosi sempre dalla parte della scienza e del vaccino, per salvare le vite e al contempo garantire le cure ai malati con altre patologie”.

Respinto (con 8 voti favorevoli, 17 contrari) l’emendamento con cui i consiglieri Dallasta, Marchionni, Malandrino, Redaelli, Andreolli, Biagiotti, Gambini E, Marchionni A, Totaro chiedevano di eliminare le diciture che rimandavano solo a un singolo (al dottor Gnudi) estendendo il riconoscimento a tutto il “personale sanitario in prima linea nell’emergenza Covid”.

Sperindei: «Fare un paragone tra Cevoli e Gnudi (il riferimento è all’intervento del sindaco, ndr) è inappropriato. Il primo lavora da solo, il secondo in squadra. Senza collaborazione di medici e infermieri, Gnudi non avrebbe potuto ottenere i risultati ottenuti». «Il riconoscimento deve comprendere tutti».

Marchionni: «Vero, le nostre benemerenze hanno sempre avuto un volto e un nome. Alllora perché non darla anche al “dottor A”, medico di medicina intensiva; o all’infermiere “B” che ha continuato le cure nelle case; o alla “Dottoressa C” medico di medicina generale; o “all’Oss D” al lavoro nonostante le condizioni estreme; o al “Dottor E” che ha continuato a operare in urgenza; o alla memoria del “Dottor F” diventata una vittima del virus; o “all’ostetrica G” che ha permesso al piccolo Emanuele di nascere sotto pandemia; o “all’impiegata H”, che ha risposto sempre all’ordine di servizio; o al “Dottor I”, che si è messo a diposizione per organizzare la macchina dei tamponi; o a tutti i medici di medicina generale che tra i primi, hanno rischiato di infettarsi; o al “Dottor Z” che all’hub ha risposto alle paure dei cittadini convincendo a vaccinarsi. È giusto che la benemerenza sia estesa a ognuno di loro».

«La domanda potrebbe invece essere: perché non darla a Gnudi?» si è chiesta la consigliera Biagiotti., «E vorrei risposte che non comprendano frasi populiste del tipo che “tutti abbiamo affrontato il covid”.

Andreolli ha precisato l’obiettivo dell’emendamento, «che non è di escludere ma di includere. In questa vicenda ci sono tanti volti coinvolti, e la bellezza che ne è uscita è stata la molteplicità dei singoli, del contributo dato da chi ha lavorato senza sosta, in condizioni difficili, con la paura di infettarsi e infettare. Abbiamo presentato l’emendamento, per unire, per cercare un legame complessivo nella città; senza guardare a strascichi e ad altre vicende che non hanno

nulla a che fare con il Covid e le vaccinazioni. Per dare il nostro grazie a tutto il personale senza premiarne uno in particolare».

Redaelli: «Tutti coloro spesi nell’emergenza debbano essere ringraziati, premiati e rispettati. La forzatura che il sindaco vuol fare non è rispettosa di coloro che si sono spesi in quest’ambito. E non lo è soprattutto per Gnudi. Non vogliamo venga strumentalizzato, cosa che risulta chiaramente dall’intervento fatto dal sindaco. È chiaro che, in quest’aula, non c’è bisogno del parere dei consiglieri. Uscirò al momento del voto».

MOZIONI E ORDINI DEL GIORNO

Si è passati poi all’analisi e voto dell’ordine del giorno (dei consiglieri Mattioli, Bellucci, Blasi N., Cecchini, Gambini M., Blasi G., Pagnoni Di Dario, Montesi, Panicali) sull’”Approvazione tempestiva di una legge sul fine vita”, approvato all’unanimità così come l’emendamento presentato da Redaelli, «che non chiede variazioni al testo – ha precisato il consigliere – ma di aggiungere a questo tre parti utili a raccontare e sostenere quel mondo che intercetta e accoglie il grido di aiuto di chi si trova nello stato terminale della propria vita. Una legge buona e giusta deve tener conto di entrambe le parti in causa in queste situazioni».

Bellucci: «È un appello al Parlamento affinché concluda l’iter di approvazione della legge sul fine vita. La camera, il 10 marzo aveva già approvato a maggioranza un testo. Da quella data ad oggi al Senato non ci sono stati passi avanti».

Redaelli: «Mi ritengo distante dalle premesse di questo ordine del giorno. Non sono la mia storia. La ricerca del fine vita spesso segue una situazione di solitudine, credo sia d’aiuto alla discussione concentrarsi sulla richiesta di aiuto: viene adeguatamente intercettata?».

Sperindei: «Dubbiosa sul fatto si possa definire “libera” la scelta di chi sta vivendo in condizioni gravissime e che vede i propri cari stremati dal dolore».

Marchionni: «Non si distolga l’attenzione dall’impegno ad assicurare la migliore qualità di vita del malato in qualsiasi condizione esso si trovi e all’effettiva diffusione delle cure palliative».

Andreolli: «Difficile fare delle nettezze su un tema che interessa una vastità di casi difficilmente affrontabili con un sì o un no». «L’auspicio è quello di avere un Parlamento che abbia il coraggio di dare un quadro normativo adeguato». Il punto di debolezza del documento, per Andreolli è nel «poco risalto dato al valore della vita e dell’assistenza. Non è una critica ma il tentativo di dare completezza».

Nobili T.: «L’odg chiede che il Parlamento lavori a una legge che assicuri la libertà di scelta e, al tempo stesso, conceda la possibilità di essere vicini a chi fa una scelta così forte e così dura».

Lugli: «È straordinariamente importante una legge che valuti il tema del fine vita senza fare distinzioni tra malati».

Mattioli ha ricordato che l’ordine del giorno è seguito a una richiesta precisa: «Siamo scesi in piazza con l’associazione Luca Coscioni per sostenere la raccolta firme da loro proposta e dopo la bocciatura del referendum ci è stato chiesto di portare alla discussione del consiglio comunale un odg per sensibilizzare la cittadinanza sul tema».

Comune di Pesaro

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