C’è un’aria di vento, una poesia di Laura Arual

C’è un’aria di vento

Che confonde le cose

Che chiude le porte alle case…

Al mio paese

Un’aria di fumo primordiale

Che disegna braci accese

E che strappa dalle braccia dei rami sospese

Le foglie

Che Riempiono le strade

È il tempo che esce dall’estate…

E allora fa da matti…

Silenzio…

Qualche camino fuma

In cima un fuoco

Davanti a Bugiarin brucia tutti quei ricordi in un fiato…

Mi apre il cancello di un silenzio

Il cimitero sulla collina…

In ogni foto io ritrovo il passato

Davanti ad un mazzo di rose

Troppo giovane per essere qui…

Qualcosa che mi colpisce forte

Come la morte…

L’erba cresciuta davanti alle porte chiuse

La luce accesa di una casa

Un camino che fuma

Come un ragazzo giovane…

Oggi non si vede neanche il Nerone

Sparito dietro a un bianco che colma l’orizzonte…

Nemmeno un cane abbaiare

O il gallo cantare…

Parlo con me stessa a bassa voce per non farmi sentire

Come se mi dovessero cercare…

Non ho risposte da dare

Nemmeno a quella signora che mi chiede un’informazione…

È del comune

Sta facendo un censimento delle case

Come quando contavamo contro il muro della Nazzarena per cercare dove eravamo finiti

Ma questo non è più un gioco…

Quante famiglie di ciclamini mi fanno fermare

In loro ritrovo quel colore che ho perso

Credendo di vincere qualcosa

Parole e immagine di Laura Arual

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