Presa di posizione del Coordinamento Regionale dei Movimenti per l’Acqua Bene Comune in merito all’azione legale intrapresa da Marche Multiservizi nei confronti del movimento Dipende da Noi

Si scrive acqua ma si legge democrazia. Il senso di questo slogan lanciato dieci anni orsono dai promotori del vittorioso referendum sull’acqua pubblica è quello di promuovere e rivendicare il diritto dovere delle cittadine e dei cittadini di partecipare attivamente alle scelte riguardanti il governo, gestione, gli usi dell’acqua, bene comune per eccellenza a fondamento di ogni forma di vita. Non si può pertanto tollerare il comportamento di chi investito del compito di gestire l’acqua, invece di limitarsi a rispondere correttamente e pubblicamente alle domande ed alle opinioni critiche di associazioni e movimenti, cerchi di reprimerne la libertà di espressione attraverso la minaccia e l’avvio di temerarie azioni legali per presunti “danni all’immagine” del soggetto gestore. Come Coordinamento Regionale dei Movimenti per l’Acqua Bene Comune, siamo pertanto al fianco del gruppo di Pesaro Urbino del movimento Dipende da Noi fatto oggetto nei giorni scorsi di una violentaazione intimidatoria da parte della Società Marche Multiservizi per aver giudicato “inadeguata” la manutenzione effettuata sugli impianti acquedottistici di propria competenza che disperdono oltre un terzo dell’acqua. Al di là del fondamento logico dell’analisi, in quanto centrata su una delle più gravi criticità del Servizio idrico nazionale e locale che vede l’ambito pesarese primeggiare in negativo nel contesto regionale, l’aspetto più grave della vicenda è che ad intraprendere quest’azione intimidatoria sia una società controllata da 55 Amministrazioni Comunali, le stesse che rappresentando la stragrande maggioranza dei Comuni dell’Assemblea d’Ambito ne determinano le strategie e la programmazione delle azioni prioritarie di gestione delle risorse idriche. In questo senso appare persino ridicolo e puerile lo “scaricabarile” delle responsabilità della dispersione dell’acqua tra il soggetto gestore e l’autorità d’ambito che non avrebbe orientato maggiormente gli investimenti in tale direzione. Va, inoltre, evidenziato come questa grave iniziativa perpetrata dai vertici di MMS esprima non certo principi e modalità di relazione che dovrebbero ispirare il rapporto tra il gestore di un servizio pubblico e la propria utenza, ma risponda a logiche tipiche del mercato, basate sul rapporto cliente/fornitore. Ciò evidenzia ancora di più la fondatezza dell’obiettivo della ripubblicizzazione dell’acqua sancito dal Referendum popolare e dell’allontanamento dei privati e delle SpA dalla gestione del Servizio idrico e l’approdo alle Società Consortili di natura pubblica. Chiediamo pertanto ai Sindaci e ai Consigli Comunali di intervenire immediatamente sugli amministratori della società di gestione espressi dalle Istituzioni democratiche locali per bloccare sul nascere l’azione intrapresa evitando così un gravissimo precedente in termini di repressione della dialettica democratica sul quale di fonda l’esistenza stessa dei nostrimovimenti per l’acqua bene comune.

Il Coordinamento Regionale dei Movimenti per l’Acqua Bene Comune

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