Benedetti: “USB ha memoria corta, AMI ha pagato direttamente la cig ai lavoratori e scelto di anticipare loro la quattordicesima”

“Le lamentele di USB sullo slittamento della data in cui AMI salda gli stipendi (dal 27 al 10 del mese successivo, ndr.) ci lascia profondamente amareggiati: è un bruttissimo segnale di ingratitudine nei confronti dell’azienda, che straccia mesi complessi per via delle restrizioni dettate dalla pandemia durante i quali il rapporto con i lavoratori è stato costante, sia per garantire loro il massimo rispetto delle norme di sicurezza, sia per metterli in condizione di superare le difficoltà economiche in relazione all’emergenza affrontata”. Lo dichiara il Presidente del consiglio di amministrazione di AMI, Luciano Balducci, prendendo atto della polemica “aperta da una singola sigla sindacale”.

“Peccato – aggiunge il direttore generale Massimo Benedetti – che USB abbia dimenticato velocemente che AMI, a differenza di tante imprese anche di altri settori, ha scelto di anticipare la cassa integrazione ai lavoratori, subito dopo aver avuto le necessarie garanzie del pagamento dei corrispettivi da parte della Regione Marche. Peccato che USB abbia dimenticato che a tutti i lavoratori sia stata anticipata nel mese di aprile, e per intero, la quattordicesima mensilità che contrattualmente viene percepita a metà luglio, anche per venire incontro a chi si sarebbe visto ridurre lo stipendio a seguito dell’attivazione degli ammortizzatori sociali”.

Lo spostamento di valuta lamentato da “un numero molto ristretto rispetto ai 250 lavoratori di AMI” è “esclusivamente di carattere tecnico”. Il direttore generale dell’azienda spiega che si è reso necessario per permettere all’Inps di poter erogare l’assegno ordinario del fondo bilaterale direttamente ai dipendenti. Poi, accogliendo le richieste dei sindacati dei lavoratori – dice ancora Benedetti – abbiamo preferito farci carico noi di anticipare quelle cifre, che molti lavoratori, anche di altri settori, ancora oggi stanno aspettando. AMI, tra l’altro, ad oggi non ha ancora ricevuto dall’Inps alcuna autorizzazione per il recupero delle somme anticipate ai propri dipendenti”.

AMI ha sempre condiviso ogni passaggio con le rappresentanze sindacali e tutte le azioni messe in campo “vanno nella direzione esattamente opposta a quella denunciata da USB”, come quella di garantire a tutti i lavoratori dipendenti AMI un benefit di 250 euro quale indennizzo del disagio subito per il posticipo della valuta della busta paga, a proposito del quale “i sindacati hanno evidenziato la necessità di fare una consultazione con i lavoratori”, per non considerare che l’azienda “si è sempre dimostrata sensibile ai casi di reale necessità mettendo in campo ogni possibile forma di sostegno”.

“Un’ultima doverosa precisazione a dimostrazione della pretestuosità delle richieste – conclude Benedetti -. La parte fissa della retribuzione sarà stata posticipata temporaneamente di 13 giorni, ma la parte variabile risulta anticipata di ben 17”.

AMI

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